
Il costo del massetto può variare in base al materiale e alla superficie da coprire in media il prezzo si aggira tra 10 e 25 euro al metro quadrato, cantieri di difficile accesso e spessori alti possono sforare da questa stima.
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Il costo del massetto autolivellante si pone tra 10€ e 25€ al mq, la posa da 3€ a 9€ al mq, il prezzo del materiale da 15€ a 19€ al ql.
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Il costo del massetto tradizionale premiscelato si pone tra i 17€ e i 25€ al mq, la posa da 8€ a 12€ al mq, il prezzo del materiale da 11€ a 20€ al ql.
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Il massetto autolivellante è una malta fluidificata che costituisce il supporto per il pavimento ideale in particolare per i pavimenti riscaldati, è costituito da una miscela di inerti selezionati, fluidificanti e additivi stabilizzanti tenuti insieme da una combinazione di leganti in cemento e solfato di calcio, attraverso una lavorazione semplice con un ridotto intervento manuale e in tempi rapidi si acquisiscono da un minimo sforzo le massime prestazioni in opera consegnando un massetto sicuro e ultracompatto anche in strato sottile.
Consistenza liquida
Consistenza semi-umida
Un massetto autolivellante a differenza di un tradizionale ha un costo minore ottenuto da una notevole riduzione di manodopera con certezza di planarità e di resistenza a compressione, vediamo più nello specifico: la fluidità di un massetto autolivellante rispetto ad un tradizionale assicura la compattazione e concede un manufatto solido anche con poco spessore, il perfetto livellamento semplifica e velocizza le operazioni di posa dei rivestimenti con un minor consumo di colla e con maggiore precisione questa lavorazione semplice e veloce garantisce i dati tecnici tabulati senza dipendere troppo dall'operatore.
Il suo veloce asciugamento ci accorda a rientrare in cantiere già il giorno successivo alla posa senza fermare le altre lavorazioni in corso, se invece siamo in presenza di un'impianto radiante a pavimento e si rispetta la norma UNI EN 1264 per il ciclo termico i massetti autolivellanti con maggiori percentuali di solfato di calcio sono quelli che ci consentono di posare prima i rivestimenti come ulteriori complementi il ritiro controllato con basse probabilità di crepe, l'assenza di camere d'aria (naturale isolante termico) e l'irradiamento uniforme rendono il massetto autolivellante il più prestazionale per l'efficienza termica, come aggiunta la sicurezza in cantiere viene aumentata notevolmente da un pompaggio a bassissima pressione fino a oltre 100 metri di distanza e a più di 20 metri di altezza con macchine professionali che garantiscono una miscelazione perfetta e riducono al minimo il margine di errore umano.
Il massetto autolivellante si differenzia oltre che per consistenza anche per composizione, massetto in solfato di calcio anidrite o cemento, tutti i massetti autolivellanti presenti sul mercato Italino adeguati al riscaldamento a pavimento che soddisfano la norma uni en 1264 sono prodotti con leganti misti anche quelli chiamati cementizi contengono oltre al cemento il solfato di calcio o anidrite solo con percentuali diverse tra questi sono compresi anche i massetti premiscelati in sacchi di tipo tradizionale che promettono un'alta conducibilità termica, ulteriori approfondimenti sui leganti leggi il massetto in anidrite.
Il massetto autolivellante in solfato di calcio o anidrite a differenza di quello cementizio è dimensionalmente più stabile presenta una maggiore conducibilità termica e un minor ritiro, vediamo perché: cemento e massetto non vanno tanto d'accordo, da sempre la quantità di cemento introdotta in un massetto tradizionale è davvero minima circa 250\300 kg al metro cubo, superare queste quantità ne compromette la stabilità con il notevole aumento di cretti diffusi dovuti alle tensioni e al ritiro dell'acqua in fase di presa, su impianti contenenti il riscaldamento a pavimento per limitare questo fenomeno oltre ad inserire una rete di rinforzo o fibre metalliche si devono realizzare giunti di dilatazione ogni 20\30 metri quadrati, progettati in punti strategici (porte, spigoli, restringimenti...) per lo stesso motivo anche la resistenza a compressione è più alta nei massetti autolivellanti in solfato di calcio, il cemento è un materiale freddo e poco conducibile non si sposa con gli impianti radianti questo fa capire perché il mercato va sempre di più in una direzione, il solfato di calcio o anidrite e tutti i grandi marchi come stiamo effettivamente constatando si stanno adeguando inserendo nei loro prodotti questi leganti alcuni con percentuali maggiori dichiarandolo altri con percentuali minori omettendolo per contrapporsi e fare guerra commerciale (persa in partenza) e ulteriori cambiamenti sono previsti per il prossimo futuro anche per loro.
La posa dell'autolivellante non è molto difficile basta attenersi a poche regole, la preparazione del piano prevede la messa a quota dei cosiddetti piedini o misuratori di livello con livelle digitali o a fluido, la fuoriuscita del materiale liquido permette una semplice stesura attraverso movimenti lenti, ampi e circolari che viene rifinito e perfettamente livellato con apposite stadie tubolari. La miscelazione deve avvenire aggiungendo solo la giusta quantità di acqua e va programmata in modo tale che il massetto sia steso e staggiato entro il tempo di apertura del prodotto per lavorazioni per le grandi superfici si deve essere attrezzati con macchine miscelatrici professionali e specifiche, una pompa miscelatrice adeguata ha una portata di circa 100/120 litri al minuto in grado di miscelare e pompare in 1 ora 8-10 tonnellate di materiale corrispondenti ad una superficie di 100-120 metri quadrati per 5 cm di spessore in cantieri difficilmente accessibili con grandi mezzi o per le piccole lavorazioni si deve realizzare il getto con il prodotto sfuso in sacchi utilizzando impianti di miscelazione a vite polmone avente una portata di getto non minore di 50/60 litri al minuto, la realizzazione di questi massetti con impianti di piccola portata o con trapano miscelatore soprattutto su superfici ampie può causare non pochi problemi come prodotti miscelati male e la reazione del massetto durante la lavorazione.
A garantire un funzionamento regolare della pompa di miscelazione dell'impianto o di una macchina adeguata per questo tipo di lavorazione va predisposto un allacciamento elettrico 380v 15kW in assenza di questa si può provvedere con un generatore adeguato eventualmente fornito anche dagli applicatori, piccole lavorazioni si possono realizzare anche con macchine miscelatrici a 220 volt, è necessaria per la miscelazione un'alimentazione di acqua pulita avente una pressione che garantisca un minimo di 1500/2000 litri l'ora in mancanza di questa bisogna considerare un'accumulo.
Il massetto autolivellante viene prodotto e fornito per la grande distribuzione sfuso in motrici o bilici per il posizionamento in cantiere si può procedere con stazioni mobili o in silos già dotati di macchine impastatrici automatiche, per le piccole lavorazioni o in cantieri dove non si accede con questi mezzi il prodotto viene confezionato e fornito in sacchi, capita spesso che per i cantieri in centro o su strada viene ricercata la fornitura con camion completi di macchina per il pompaggio e materiale incorporato, soluzione considerata più comoda perché senza permessi per l'occupazione del suolo pubblico una vera bufala perché in realtà la differenza di praticità tra il posizionamento del silo e un mezzo su ruote non è proprio completamente a favore di quest'ultimo, le autorizzazioni per l'occupazione del suolo pubblico e per la sicurezza sono identiche, l'area di cantiere è sempre obbligatoria ed è a favore del silo che occupa solo un area di 2,40x2,40 mt le autostazioni mobili hanno bisogno di un area minima equivalente a mt 11,00 x 2,40 entrambe sono removibili a fine lavoro. Le stazioni mobili private arrivano in cantiere già complete di materiale ma bisogna fare attenzione perché qualcuno potrebbe fare il furbetto per limitare il dubbio chiedere sempre la bolla del fornitore per verificare la congruità del prodotto richiesto, alcuni piccoli produttori fanno testare il prodotto in laboratorio per produrre schede tecniche ma in cantiere portano quello che vogliono.
Il massetto autolivellante è applicabile con la livellina nello spessore minimo di 0,5 centimetri in aderenza e minimo 2,5 centimetri come massetto flottante nel secondo caso è anche il minimo spessore totale per inserire un'impianto radiante, non ci sono limiti di spessore massimo.
Se vuoi approfondire sull'asciugamento del massetto in presenza di impianto radiante ne parliamo più specificatamente in questo articolo Il Massetto Radiante.
Oggi e soprattutto in caso di ristrutturazione gli spessori di applicazione dei massetti rappresentano uno degli elementi di maggiore attenzione, ridurre gli ingombri significa avere maggiore libertà nella scelta della stratigrafia ottimale sia in presenza che in assenza di un'impianto radiante per ridurre al minimo gli spessori di applicazione dei massetti la soluzione migliore sono l'utilizzo delle Livelline, malte fluide autolivellanti ad alta resistenza meccanica.
La livellina è una particolare variante di massetto autolivellante più ricca di compound caratterizzata da una maggiore scorrevolezza ed applicabilità ad altezza limitata è ideale sia per il livellamento del piano che sopra un'impianto radiante a bassa inerzia termica, autolivellanti senza granulometria che sono ideati per rasature o livellamenti del piano utilizzati spesso prima della successiva posa dei pavimenti si possono applicare a pochissimi millimetri ma non fanno parte di questo articolo per maggiori info leggi i migliori massetti a basso spessore.
Il massetto autolivellante è già calpestabile il giorno successivo alla posa ed è soggetto a carichi pesanti dopo tre giorni, come tutti i massetti durante la fase di lavorazione e di essiccazione nelle prime 24\48 ore va protetto da un'essiccazione troppo rapida e da temperature estreme, il gelo, il sole battente diretto, il vento e la pioggia, la chiusura delle aperture, delle porte e delle finestre dove non sono ancora state installate viene solitamente fatta con fogli di nylon fissati su telai removibili di legno o direttamente sui controtelai, successivamente è consigliato areare i locali per favorire la fuoriuscita dell'umidità presente nell'ambiente, la ventilazione aiuta anche l'asciugamento del massetto.
I tempi di asciugamento dei massetti autolivellanti in assenza di radiante sono in media di 1 centimetro a settimana e dipendono dall'areazione più o meno intensa dei locali e dalle temperature esterne, dopo la realizzazione del massetto autolivellante bisogna fare attenzione a non versare grosse quantità di acqua si potrebbero aumentare i tempi di asciugamento, la posa dei rivestimenti deve avvenire a massetto asciutto, se è prevista la posa di materiali in legno incollati l'umidità residua deve essere sotto 0,2%, e deve essere verificata con un igrometro a carburo, se siamo invece in presenza di un'impianto radiante non si può mai fare a meno della fase di riscaldamento preliminare questa operazione è indispensabile con qualsiasi tipologia di massetto.
La giusta consistenza di un massetto autolivellante si controlla con la prova di espansione ed è fondamentale per la perfetta riuscita del manufatto questa serve a limitare lo spolvero superficiale (effetto building) che causa nei massetti la venuta in superficie della parte più fine del prodotto, i massetti autolivellanti più ricchi di legante in solfato di calcio (quelli più equilibrati) presentano margini di lavorazione in una forbice più ampia e sopportano meglio questo effetto negli errori di posa, più avanti vedremo le caratteristiche principali che portano questi massetti in cima alla lista dei migliori massetti, il fenomeno può essere più o meno grave in rapporto alla maggiore quantità di acqua aggiunta a quella stabilita dalla casa produttrice infatti un massetto autolivellante dosato con la giusta quantità di acqua non presenta questo problema e rientra nei parametri imposti dalla normativa nei casi più gravi, non proprio disperati, o nei prodotti di bassa qualità è spesso risolta velocemente attraverso una carteggiatura della superficie con una mono spazzola elettrica. Dosare la giusta quantità di acqua nell'impasto vuol dire anche limitare il ritiro e le probabilità che si verifichino cretti diffusi, ottimizzando oltremodo l'asciugamento.

Il massetto collaborante viene realizzato in spessori minimi dove non ci sono le condizioni o gli spessori adatti per realizzare un massetto galleggiante, il fondo sul quale verrà posato il massetto deve avere caratteristiche meccaniche adeguate, deve essere privo di polveri, efflorescenze, oli, grassi e deve essere trattato con un primer isolante che serve per aumentare l'ancoraggio ed evitare il rapido asciugamento a differenza di un massetto di tipo terra umida (tradizionale) invece che prevede una boiacca cementizia di aderenza spesso preferita a un lattice specifico.
Il massetto ancorato viene eseguito anche in presenza di impianti radianti a basso spessore con pannelli forati o a bugne cave, sempre installati su fondi non assorbenti.
Il massetto desolidarizzato detto anche "massetto galleggiante" viene steso in uno spessore minimo di 3 cm se il prodotto è di consistenza autolivellante, lo spessore diventa di minimo 4cm se il massetto è di tipo tradizionale premiscelato rinforzato, 5 centimetri invece è lo spessore minimo per un massetto tradizionale in sabbia e cemento per prevenire tensioni dovute ai movimenti dello stabile ed eventuali rotture, cretti nel pavimento o addirittura nei casi più gravi il sollevamento il massetto deve essere staccato dal fondo e dalle pareti, applicando su di esse strisce comprimibili perimetrali per almeno tutto lo spessore del massetto, si procede con l'applicazione sul fondo di fogli di polietilene (nylon) o di una barriera al vapore, su lastre di polistirene o su materassini termo acustici in questo ultimo caso occorre valutare attentamente lo spessore del massetto in modo da evitare rotture o effetti di molleggiamento e oltre alla tenuta statica ne potrebbe compromettere anche il suo funzionamento, tanto è vero che ogni materassino acustico richiede un peso specifico per il suo funzionamento ottimale., gli impianti tecnici devono essere preventivamente ricoperti per evitare danneggiamenti (causa movimenti, fenomeni corrosivi etc...) regolarizzando la quota fino allo spessore che serve per realizzare il successivo massetto galleggiante, questa operazione viene preferibilmente eseguita con miscele di conglomerati leggeri e/o isolanti vedi anche il cemento cellulare per realizzare un massetto galleggiante con un massetto di tipo tradizionale o con autolivellanti cementizi a dipendenza dagli spessori e della tipologia di prodotto si deve considerare anche un'opportuno uso della rete di armamento avendo cura di rispettare un ricoprimento minimo di almeno 15mm.
La barriera vapore è uno strato separatore necessario in presenza di solai umidi o a contatto con il terreno questa impedisce all'umidità sottostante di risalire e di contaminare il massetto autolivellante ostacolando la formazione di efflorescenze nelle fughe dei pavimenti e la formazione di muffe, nei casi più gravi può portare anche al distaccamento dei rivestimenti (maggiormente quelli lignei).
Molto spesso viene richiesta sotto il massetto una barriera vapore intesa come fogli di nylon, ci meravigliamo (o forse non dovremmo) quando questi scrittori del web sono operatori del settore, i fogli di nylon sono soggetti al degrado e sono permeabili al vapore anche oltre il 10/20% quindi non utilizzabili come barriera al vapore si opera con questi prodotti solo per strato separatore non assorbente adatti a realizzare massetti desolidarizzati e/o autolivellanti.
Il ritiro dell'acqua dai materiali è un fenomeno naturale noto che comporta in tutti i massetti cavillature e rialzo negli angoli per ovviare a questo fenomeno nei massetti di tipo tradizionale e nei massetti autolivellanti cementizi viene inserita una rete metallica filo 2mm, nei massetti tradizionali può essere sostituita dalle fibre, i massetti autolivellanti in solfato di calcio invece sono quelli che soffrono meno questo fenomeno e quindi non necessitano di nessuna rete.
Il primer è un promotore di adesione e/o un limitatore di assorbimento, i massetti autolivellanti hanno un'assorbenza elevata e in fase di posa dei rivestimenti in gres o ceramici asciugano velocemente i collanti, stendere un primer per limitare questo fenomeno è una buona pratica, l'applicazione va fatta almeno 6 ore prima della posa dei pavimenti per una maggiore accortezza che ne assicuri una migliore uniformità di assorbimento ed elimini anche eventuali difetti della superficie in questo modo la successiva posa del rivestimento avverrà su un supporto perfetto che assicurerà la massima qualità del lavoro finale.
Il rivestimento in legno invece ha una maggiore trazione e sollecita maggiormente lo strappo in questi casi è consigliato applicare sulla superficie del manufatto un primer di tipo poliuretanico o simili in base al collante utilizzato.
Le migliori aziende produttrici di massetti autolivellanti forniscono il primer compreso nel costo del massetto, la sua stesura viene fatta con un rullo da pittore in tempi brevissimi.
Normalmente sul massetto autolivellante è applicabile ogni tipologia di colla per pavimenti in gres o ceramiche, evitando alti spessori sono comunque consigliati collanti ad adesione migliorata e con migliore elasticità contrassegnati dalla sigla c2tes1, sui pannelli radianti invece meglio con un adesivo migliorato classificato c2tes2 previa la stesura del primer dato in dotazione con il massetto, i pavimenti in legno prevedono invece una colla atossica o poliuretanica.
Tutti i pannelli radianti posati correttamente sono idonei a ricevere qualsiasi massetto autolivellante senza compromettere il galleggiamento dell'impianto o infiltrazioni, normalmente la maggior parte degli installatori di impianti radianti sa bene cosa va fatto, spesso però si trovano impiantisti che per comodità o fretta trascurano alcuni particolari, poco influenti per un massetto tradizionale ma se è prevista la posa di un massetto autolivellante e le condizioni non sono proprio ottimali si possono causare disagi più o meno gravi in fase di posa, nei casi più trascurati si può arrivare anche al galleggiamento dell'impianto, la cattiva preparazione è perfettamente visibile e prima del getto l'operatore può e deve intimare la sistemazione, vediamo quali sono le parti soggette al galleggiamento e come vanno installate (vedi anche foto sopra):
I pannelli radianti devono essere accostati, senza buchi o aperture che possono far defluire il materiale.
La fascia di dilatazione perimetrale va stesa a regola d'arte indipendentemente dalla tipologia di massetto usato ed è sempre a carico di chi li realizza l'impianto, il film di nylon orizzontale che sta attaccato a questa fascia serve a chiudere il vuoto tra il muro e il taglio non preciso del pannello e va risvoltato su di esso fissandolo per fare questo spesso in presenza dei pannelli bugnati si usa lo stesso tubo del riscaldamento in presenza di pannelli lisci invece la striscia perimetrale viene nastrata o ancorata con graffette, eventuali aperture di sbalzi, scale e assenze di soglie vanno chiuse con un assi di legno a sostegno della striscia comprimibile che deve essere continua per tutto il perimetro anche dietro la centralina dell'impianto in mancanza del foglio che copre il pannello del riscaldamento occorre riempire lo spazio tra il muro e il pannello per fare questo è consigliato chiudere con bombolette di poliuretano a bassa espansione evitando che lo stesso affiori sopra il piano del massetto, si può anche ovviare con altri materiali tipo malta preconfezionata o semplicemente con sabbia e cemento in questi casi bisogna però farlo 1 o al massimo 2 giorni prima per evitare che il cemento troppo secco assorba velocemente l'autolivellante.
I Tubi dell'impianto di riscaldamento sono soggetti al galleggiamento se non fissati correttamente, in assenza di pannelli con bugne (sui pannelli lisci) i tubi vanno fissati non oltre i 50 cm di distanza.
La rete in fibre o metallica se necessaria va fissata al pannello e\o ai tubi non oltre i 50/70 cm, Il fissaggio deve essere ancora più fitto quando è previsto un getto con un massetto autolivellante a basso spessore questi richiedono una preparazione meticolosa. I giunti di dilatazione dove previsti devono essere realizzati per tutto lo spessore del massetto tagliando successivamente in superficie anche la pavimentazione finale, la loro posizione sugli impianti radianti è decisa dal progettista e vanno realizzati da chi realizza l'impianto, lo stesso vale per i giunti strutturali, a carico dei massettisti ci sono i giunti di frazionamento o di lavorazione.
Lo studio sui massetti autolivellanti di ultima generazione è stato realizzato da ANIT nell’ottica di fornire dei dati certi e facilmente dimostrabili, ha voluto valutare solo prodotti con performance misurate e misurabili cercando di ridurre al massimo gli elementi di incertezza pertanto sono stati messi a confronto esclusivamente massetti premiscelati tradizionali e autolivellanti per i quali è disponibile una documentazione tecnica di comprovata validità, escludendo così tutti quei prodotti preparati direttamente in cantiere per la maggior parte dei quali non è presente né una documentazione tecnica di prodotto né un controllo su componenti e dosaggi per i motivi appena descritti sono stati automaticamente esclusi anche additivi e fluidificanti. Lo studio eseguito sull’efficientamento energetico di un impianto radiante ha evidenziato quanto i calcoli predittivi effettuati con software collegati agli elementi finiti siano allineati ai risultati delle prove sperimentali validandoli analiticamente, sono poi state applicate a un caso concreto prendendo come campo di applicazione un fabbricato costituito da due unità immobiliari posizionate al primo e secondo piano con piano terra, vano scale e sottotetto non climatizzati, servite da un sistema di riscaldamento con un generatore a pompa di calore aria-acqua che alimenta un impianto a pannelli radianti sotto il pavimento, sono stati realizzati due scenari in zona climatica: il primo con edificio ben isolato (HIT=0,51 W/m2K), il secondo con edificio mediamente isolato (HIT=0,97 W/m2K) per la valutazione del C.O.P. (coefficiente di prestazione) e dei carichi parziali sono stati utilizzati i metodi descritti in UNI TS 11300-4 e UNI EN 14825.
Questo studio permette di affermare che i risultati ottenuti sono assolutamente replicabili sia in termini di efficientamento energetico che sui risparmi economici in bolletta fino a oltre 400,00€ all'anno.
Viaggiando qua e là su siti o portali si trovano informazioni sul massetto autolivellante imprecise che confondono ancora di più le idee, informazioni prese qua e là dal web e messe insieme senza nozioni di base o con interessi di parte, siti che non hanno niente a che vedere con i massetti o nello specifico con i massetti autolivellanti e da interlocutori incompetenti danno consigli errati o a proprio interesse paventando norme interpretate a loro comodo anche in contraddizione con le loro stesse teorie, vediamo alcuni falsi
- Il massetto autolivellante non accetta correttivi
(Accetta correttivi)
- Nel massetto autolivellante si verifica il bleeding
(Solo negli errori di posa)
- Il massetto autolivellante va carteggiato
(Solo gli errori o i prodotti scadenti)
- Rispettare i giunti sul radiante posti dall'idraulico
(Non è l'idraulico a decidere i giunti)
- Lo spessore minimo sul radiante deve essere 3cm
(La norma per spessori minori delega i produttori)
- Il massetto autolivellante è molto più caro
(In molte situazioni è più economico)
alcuni di questi dissuadono dall'autolivellante e consigliano solo massetti premiscelati tradizionali di aziende che chissà come mai hanno nel loro listino anche i massetti autolivellanti e smentendosi poi lo consigliano ma solo per i piani alti dove loro arrivano a fatica, risulta evidente che screditano questi prodotti per non avere una mancata opportunità lavorativa in molti di questi portali si possono inserire i propri dati e ricevere più preventivi ma la maggior parte fanno solo da intermediari guadagnando sulle vostre richieste facendo ricadere altri costi sul prezzo finale, spesso le imprese iscritte a questi portali sono applicatori di poca esperienza, disperati in cerca di lavoro che magari non sono neanche specializzati in quel settore e che molto spesso sono causa dei molti problemi che diffamano questi massetti ai quali si aggiungono tutti i massettisti "tradizionalisti" che per una ovvia contrapposizione commerciale screditano questi prodotti con invenzioni di fantasia, diffidate quindi dai consigli di tutti gli impostori.
I problemi più comuni del massetto autolivellante sono il bleeding e il rapido ritiro che derivano da errori di posa o da prodotti scadenti.
La maggior parte dei casi sono identificati in equivoci di applicazione o di miscelazione causati soprattutto da operatori di prima esperienza, distratti o superficiali, molteplici problemi conseguono anche da prodotti meno ricchi creati da aziende di seconda o terza fascia che risparmiando sulle ricette tolgono qualità alle miscele ma dopo i diversi arrosti qualcosa sta cambiando anche per loro, sfatiamo gli stereotipi e l'accanimento ignorante:
Le maggiori aziende di prodotti per l'edilizia sfornano sempre in aumento ogni anno migliaia di tonnellate di massetti autolivellanti nonostante questa continua crescita c'è ancora chi evidenzia gli errori di posa di qualche novello (magari fatti nel secolo scorso) come problemi universali più avanti capiremo bene perché, questo notevole incremento di richieste specifiche per i massetti autolivellanti si sta espandendo tanto è vero che tutte le aziende produttrici di materiali per l'edilizia stanno ampliando i cataloghi con prodotti autolivellanti copiando ricette di aziende che in questo ultimo ventennio hanno investito nella ricerca ma oggi orientarsi nella scelta su quale massetto autolivellante è adatto per il proprio scopo non è tanto semplice se non si ha almeno un minimo di conoscenza tecnica, le diverse tipologie di applicazioni, massetti su impianti di riscaldamento a pavimento, massetti radianti a basso spessore, livellamenti del piano, massetti in genere possono richiedere autolivellanti di diversa fattura e composizione, districarsi con tutte le informazioni contrastanti per un non addetto può portare a scelte che a posteriori si potrebbero verificare errate soprattutto come costo ma perché ci sono tanti a favore del massetto autolivellante e tanti altri contro?
I primi ''copiatori'' italiani di massetti autolivellanti in solfato di calcio anidrite naturale e cementizi hanno fatto molti progressi non senza commettere errori nel loro processo di crescita che unita all'incompetenza dei primi applicatori hanno contribuito a screditare questi massetti ma il carico più pesante lo mettono tuttora i posatori di massetti tradizionali che si ostinano a impastare su impianti radianti sabbia e cemento o preconfezionati simili di consistenza tipo terra umida questa vecchia mentalità e scetticismo quasi come a difendere le proprie scelte ad ogni costo o per paura di una mancata opportunità verso questi prodotti è ancora in sviluppo esattamente come è successo per convincerli a sostituire il cemento con i collanti per poter posare i pavimenti in gres e ne inventano di tutte per screditare la concorrenza, fortunatamente l'arrivo in Italia al tempo di un produttore multinazionale di massetti autolivellanti ha accelerato la competizione dei produttori italiani portandoli a un veloce progresso ma convincere i molti tradizionalisti è ancora oggi la sfida più ardua, a loro si uniscono progettisti e studi tecnici capeggiati da professionisti di vecchia mentalità o di parte, legati spesso da royalty pagate da competitori che spendono più risorse per queste cose e per ripulire il web dai commenti negativi su i loro prodotti che non in ricerca e sviluppo, anche nel campo dei massetti c'è la cattiva consuetudine a screditare la concorrenza ma se approfondisci su qualcuno o su qualcosa ti rendi conto che tra le loro caratteristiche tutti hanno dei punti deboli, puntare la torcia su questi per interessi propri è la pratica più diffusa, scorretta se vogliamo ma occulta a chi non ha nozioni di base nel settore.
I massetti autolivellanti nascono dall'esigenza di ricoprire gli impianti di riscaldamento a pavimento nei paesi nordici già negli anni 60, paesi che hanno sviluppato queste produzioni molti anni prima di noi per le naturali differenze climatiche per la necessità di ottimizzare il risparmio energetico ed eliminare tutti i problemi che i massetti tradizionali hanno dato e continuano a dare su questi impianti, miscelazione dei componenti, velocità di applicazione, ritiro ma quale è la scintilla che scatenato tutto?
Nel nostro paese con il cambiamento delle normative per il miglioramento dell'efficienza energetica dal 2001 ha portato in Italia il maggior produttore europeo di massetti autolivellanti ad investire ingenti risorse nell'ultimo ventennio sulla ricerca e l'accrescimento biologico per il perfezionamento del massetto autolivellante Italiano incrementando la competizione di quelli già presenti con notevoli risultati di miglioramenti e vantaggi rispetto alla sua storia passata tanto è vero che il mercato del massetto autolivellante si sta allargando anche in assenza di riscaldamento a pavimento, ragionevolmente le imprese con il tempo hanno cominciato a fare i conti con la velocità di realizzazione e di semplificazione dei cantieri ottenendo una riduzione di tempi e di costo, pareggiando e in molti casi migliorando la forbice di prezzo che distanziava un massetto autolivellante da un massetto tradizionale, trovare poi manodopera per la realizzazione di un massetto tradizionale è sempre più difficile ed ancor di più per quella specializzata e aggiornata per le nuove norme di sicurezza nei cantieri per i macchinari pericolosi, i massetti autolivellanti di nuova generazione vanno quindi a sostituire o meglio ad affiancarsi ai massetti tradizionali e a colmare anche queste mancanze.
Il miglior massetto autolivellante è l'autolivellante knauf fe80 per compattezza, resistenza, ritiro e conducibilità termica.
Questa classifica è stata stilata sui pro e i contro dei migliori prodotti di aziende di prima fascia che puoi trovare in massetti a spessore normale, non sono stati presi in considerazione aziende di fasce inferiori con prodotti migliorabili.
1
MASSETTO AUTOLIVELLANTE FE80 KNAUF
2
MASSETTO AUTOLIVELLANTE FZ 180 BIO THERMAL
3
MASSETTO AUTOLIVELLANTE TRIBON
4
MASSETTO AUTOLIVELLANTE SA500 FASSA BORTOLO
5
MASSETTO AUTOLIVELLANTE AR97 GRIGOLIN
Vedi anche:
I migliori massetti autolivellanti a basso spessore
Ideali per sistemi di riscaldamento a pavimento a spessore ridotto, per rasature e livellamenti del piano prima della posa dei pavimenti.
Se state prendendo in considerazione di acquistare il materiale e far fare solo la posa dovete sapere che molti magazzini edili, venditori, rappresentanti, spesso vendono il materiale a metri cubi forse per confondere un pò le idee agli acquirenti inesperti, facciamo un pò di chiarezza su questo punto:
Il consumo medio previsto da scheda tecnica è di 20 kg per ogni centimetro di spessore in per ogni metro quadrato in un massetto di 5 centimetri si consumano quindi circa 100 kg, il prezzo minimo al magazzino edile di un massetto tradizionale di medio-bassa qualità è di €2,80 per un sacco di 25 kg quindi il costo totale del materiale per realizzare lo spessore previsto è di minimo 11,20€ di materiale al mq escluso i.v.a. trasporto in cantiere e spesso il materiale di avanzo non viene più ritirato, considerate il costo della posa da 8€ /12€ al mq e avete il prezzo finito, valutate bene alla fine se sia il caso di affidare i lavori ad una ditta specializzata con fornitura compreso la posa in opera che spesso fanno questi lavori anche a costi minori togliendovi oneri e responsabilità.
Nella fase in cui far realizzare un massetto tutto compreso (fornitura del materiale e posa in opera) a volte però succede che ci si ritrovi in mano con più preventivi magari con una disparità notevole di costo e ci si chiede come mai questo sia possibile, spesso dando a pensare che il costo minore sia un lavoro fatto con prodotti o lavorazioni di minore qualità oppure quello dal costo più alto ci sta provando, tutto è possibile ma dobbiamo tenere conto che il costo viene determinato dai seguenti diversi fattori:
- Lo spessore del massetto
- Il costo del prodotto
- Il potere di acquisto
- L'organizzazione
- La logistica
- La grandezza del cantiere
- La difficoltà di accesso al cantiere
L'organizzazione e la professionalità di chi realizza queste opere e fa solo questo di mestiere è già di per sé una componente di buona flessione del prezzo rispetto ad un'impresa edile generica ma anche la struttura più o meno snella dell'azienda può fare la differenza.
L'affidamento diretto all'impresa edile toglie alcuni impegni (richiedere preventivi, sopralluoghi, valutazioni) e anche questo è un costo aggiuntivo.
Il costo della materia prima: se escludiamo il massetto in sabbia e cemento (il più economico) tra le diverse marche di massetti tradizionali premiscelati e autolivellanti le differenza di prezzo incide poco sul costo finale, la maggior parte di questi si equivalgono tranne i massetti a basso spessore che sono i più costosi.
Il potere di acquisto della materia: chi realizza tutti i giorni massetti e consuma molto materiale ha un prezzo migliore di acquisto ma bisogna valutare anche gli intermediari in molti casi i prodotti delle marche più note passano solo ed esclusivamente attraverso il magazzino edile per cui è inevitabile una cospicua aggiunta al costo finale.
I trasportivanno ammortizzati nell'intervento e incidono naturalmente di più su cantieri di piccola entità, per i materiali sfusi in silo va considerata anche la distanza dalla zona di partenza di produzione di ogni marca, le più blasonate come Knauf e Fassa hanno un raggio d'azione ampio altre limitato intorno ad essa, tutte servono sul territorio nazionale con materiale sfuso in sacchetti su bancali questi hanno un costo maggiore di acquisto e di lavorazione.
I prodotti sfusi in silo in zone accessibili con grandi mezzi semplificano la lavorazione e come dicevamo escludono i costi d'imballaggio e di movimentazione dei sacchi, sono realizzabili in zone variabili più o meno distanti dalla centrale di produzione di ogni singolo produttore, per evitare però costi aggiuntivi di trasporto in zone distanti, difficilmente accessibili o per i piccoli interventi sotto gli 80/90 mq risulta più conviene realizzare il massetto con prodotti sfusi in bancali.
La posizione del cantiere è un aspetto di non poca importanza per la valutazione del costo finale del nostro massetto, sarà sicuramente meno costoso se si trova in una zona facilmente accessibile e si arriva con grandi mezzi.
Lo spessore del massetto è un'altra naturale componente di maggiorazione del costo finito dell'opera l'incidenza in eccesso allo spessore minimo sufficiente è quasi solo del materiale, viene fatta eccezione per casi in cui lo spessore è molto alto e si lavora con materiale in sacco, in queste situazioni aumenta anche se di poco anche l'incidenza della posa in opera.
I metri quadrati da realizzare è una delle principali componenti che determinano il costo al mq di un massetto nel quale vanno ammortizzati i costi dei trasporti e dell'intervento.
Tutti questi motivi come potete ben capire limitano molto la possibilità di realizzare un listino prezzi standard e la forbice di prezzo può essere molto ampia per grandi cantieri e spessori limitati si parte da 10,00€ al mq in zone difficilmente accessibili o per piccole opere si possono creare impennate di prezzo anche superiori ai 40/50,00€ al mq in questi casi conviene affidare i lavori ad un artigiano di fiducia.